|
Mercoledì |
Basket: Orlandina, è caccia al nuovo allenatore
Risolto consensualmente come era ormai chiaro da almeno un mese il rapporto con l’allenatore Giovanni Perdichizzi l’Orlandina sta stringendo i tempi per nominare il suo successore. L’augurio è che possa ripercorrere anche in parte le orme di Meo Sacchetti, uno dei coach più gettonati in Italia che aveva rilevato il testimone dallo sceriffo in serie A esplodendo proprio a Capo d’Orlando prima di spiccare il volo. D’altronde la società paladina, smentito qualsiasi interessamento per Gianni Benedetto (se tutti i club di ogni sport lo facessero sempre in maniera ufficiale come in questa occasione i loro siti sarebbero pieni quasi solo di comunicati stampa di quel genere), sta cercando proprio un allenatore emergente e giovane che abbia voglia di mettersi in gioco guidando una squadra che parte con l’unico obiettivo di vincere il torneo Dna. Mister x dovrebbe essere un assistente che ha appena concluso i campionati maggiori. Toccherà anche a lui stabilire strategie di mercato e decidere se confermare o meno giovani come Damiani e Pellegrino che sono risultati tra le poche note liete della scorsa stagione, nata male con il turbolento divorzio con Condello e finita peggio con la deludente eliminazione al primo turno dei play-off. “La risoluzione consensuale del rapporto professionale – si legge nel comunicato della società - consolida un rapporto di amicizia e rispetto che non avrebbe permesso all’Orlandina di ignorare le opportunità e le aspettative di Perdichizzi. La gratitudine a Giovanni per la scelta di Capo d’Orlando in un momento reso difficile da tempi e modi di interruzione della conduzione tecnica precedente e per professionalità ed impegno in una stagione il cui risultato finale è comunque in linea con gli obiettivi minimi posti dalla società. La crescita dei giovani nel corso di questa stagione dimostra, infine, la capacità di Perdichizzi di migliorare gli atleti, qualità che stranamente gli viene di rado riconosciuta”. Chiusura con gli auguri di rito per quello che è un addio e non un arrivederci come nella prima occasione per chi, al pari di Condello e Caprari, è stato tra i pochi a tornare a difendere i colori biancoazzurri.
Claudio Argiri


















