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Calcio serie D 30_05_2014

E dove è finito il socio arabo ventilato poco prima di Pasqua che avrebbe dovuto entrare con il 50% delle quote? Legittima la possibilità di cambiare idea pur non peggiorando la situazione globale in questi due anni e mezzo peraltro anche amari su certi aspetti per Romagnoli, ma da qui a convocare per venerdi prossimo, 6 giugno, alle ore 19, una riunione nella sede sociale di via Trieste, per lanciare l'azionariato popolare sembra il preludio ad un addio, immediato o, comunque, prossimo. In ogni caso è già una data fondamentale per i quadri societari e le convergenze tecniche che faranno nuova la stagione dell’Orlandina del 2014/15, in serie D, legati anche alle riforme sui tesseramenti ed al peso economico che deve essere già messo in conto capitale, perché la stagione appena finita è stata parecchio dispendiosa. D'altronde Romagnoli aveva già paventato la volontà di mollare ai collaboratori più fidati per cui, eventualmente, nessuna sorpresa. Di sicuro l'azionariato popolare è una mossa quasi disperata e destinata a fallire ovunque, figuriamoci a Capo d'Orlando dove il suo predecessore l'aveva già provata inutilmente convocando un'assemblea pubblica presso il salone parrocchiale Cristo Re dove alle belle parole non seguirono fatti concreti. Insomma il futuro dell'Orlandina è sempre più nebuloso a meno che Romagnoli non abbia voluto gettare l'amo soprattutto per stimolare amici ed imprenditori che gli sono stati al fianco in questi quasi tre anni. (*ca*)

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